Materie, oggetti e modi di esplodere
È materia esplosiva una materia solida o liquida che, per reazione chimica, può liberare gas a temperatura, pressione e velocità tali da danneggiare l'ambiente circostante. Un liquido infiammabile i cui vapori possono esplodere non rientra in questa definizione. Le materie pirotecniche producono effetti calorifici, luminosi, sonori, gassosi o fumogeni con reazioni non detonanti, come bengala, razzi e candele romane. Gli oggetti esplosivi contengono materie esplosive o pirotecniche; le armi che le impiegano per funzionare non sono oggetti esplosivi.
L'esplosione è una trasformazione rapidissima che sprigiona energia, gas e vapori e mette in pericolo con onda d'urto, calore e proiezioni. Si parla di deflagrazione e detonazione; gli esplosivi si distinguono in deflagranti, detonanti o dirompenti e pirotecnici. La materia brucia grazie all'ossigeno, cioè al comburente, che contiene già in sé.
- Un esplosivo può esplodere per urti anche piccoli, per una fiamma, una scintilla o un altro innesco, e per aumento di temperatura. Non esplode perché la temperatura scende.
- Urti e sfregamenti sono pericolosi perché trasformano energia meccanica in calore fino al punto di detonazione.
- L'esplosivo primario è il più sensibile e serve a innescare la carica principale.
- Il punto di deflagrazione è una temperatura.
- La flemmatizzazione riduce la sensibilità umidificando l'esplosivo o aggiungendo una sostanza adatta.
Divisioni e gruppi di compatibilità
La classe 1 ha sei divisioni, indicate da due cifre: la prima è sempre 1, la seconda indica il tipo di rischio.
- 1.1: esplosione in massa, che coinvolge quasi istantaneamente quasi tutto il carico.
- 1.2 e 1.3: proiezione di frammenti, senza esplosione in massa.
- 1.4: basso pericolo, effetti essenzialmente limitati al collo.