Perché imparare le classi una per una
Questa è una delle parti più ampie dell'esame. Le domande girano intorno a tre richieste: qual è il rischio principale di una classe, quali materie vi appartengono e a quale classe va una certa sostanza. Se si costruisce per ogni classe una piccola scheda (nome, rischio, stato fisico, esempio) le risposte vengono quasi da sole.
Classe 1: esplosivi
Comprende le materie e oggetti esplosivi, compresi i fuochi d'artificio. Il rischio principale è l'esplosione, che può presentarsi anche come deflagrazione. Non è un rischio di tossicità, corrosività, infettività o comburenza. Esempio: il trinitrotoluene (TNT), materia esplosiva.
Classe 2: gas
Comprende i gas compressi, liquefatti, disciolti sotto pressione e i gas liquefatti refrigerati. Il rischio principale è la pressione. Durante il trasporto il prodotto può essere gassoso, liquefatto oppure in parte liquido e in parte gassoso sotto pressione; non si presenta solido, polverulento o granulare. Esempi: l'ammoniaca anidra, materia gassosa (aeriforme), e il propano, gas infiammabile che resta in classe 2 e non va in classe 3.
Classe 3: liquidi infiammabili
Comprende i liquidi infiammabili, cioè le materie liquide con punto di infiammabilità inferiore o uguale a 60 °C. Il rischio principale è l'infiammabilità e/o esplosione, quindi incendio e combustione. Il prodotto si presenta in forma liquida. Esempio: l'acetone. Non vanno qui le materie ad accensione spontanea, né i gas trasportati allo stato liquido come l'acetilene. Gli oggetti contenenti un liquido infiammabile N.A.S. appartengono alla classe 3 e non sono esenti dall'ADR.