Dal rischio alla precauzione
Sapere a quale classe appartiene una merce è solo metà del lavoro. L'esame chiede anche perché quella materia è pericolosa e come va trasportata. La logica è sempre la stessa: si individua cosa fa scattare il pericolo (una scintilla, l'acqua, l'aria, il calore) e si organizza il viaggio per tenerlo lontano.
Liquidi infiammabili (classe 3)
Il dato chiave è il punto di infiammabilità. Un liquido con punto basso, per esempio 10 °C, è molto infiammabile e ad alto rischio d'incendio: già scaldato a 40 °C può bruciare facilmente. Un liquido con punto alto, per esempio 60 °C, è poco infiammabile e a basso rischio, ma riscaldato a 100 °C può bruciare facilmente. In nessuno dei due casi è vero che "non possa mai" incendiarsi o che bruci solo se agitato.
Il pericolo sta nei vapori: si accendono con una scintilla, una fiamma libera o la brace di una sigaretta. Non prendono fuoco da soli. In caso di perdita i vapori, più pesanti dell'aria, senza vento scendono in pozzi, fogne e cantine formando grossi volumi di miscela esplosiva e possono causare soffocamento negli spazi chiusi.
Per questo il travaso con recupero dei vapori è più sicuro: evita fughe di vapori infiammabili, a volte anche tossici, e riduce il rischio di incendio o esplosione. Non serve a evitare cariche elettrostatiche o pressioni.
Durante la movimentazione dei colli bisogna assicurarsi che non ci siano inneschi, non fumare (anche le sigarette elettroniche) ed evitare fiamme libere e saldature sul vano di carico. Fare in fretta non è una misura di prevenzione.
Anche i recipienti vuoti non ripuliti sono pericolosi: i vapori residui formano miscele infiammabili o esplosive, possono uscire se il recipiente non è ben chiuso e, con il calore, i residui creano pressione.