Chi segnala i colli
La marcatura e l'etichettatura dei colli sono responsabilità dello speditore, che può servirsi dell'imballatore. Non tocca al conducente, né al destinatario, né tanto meno alla Polizia Stradale. Al conducente però l'etichettatura serve: guardando le etichette capisce a quale classe appartiene la materia e può evitare i carichi in comune vietati.
Cosa deve comparire sul collo
Il collo porta l'etichetta, o le etichette, prescritte per la materia contenuta: un quadrato posato su un vertice di almeno 10 cm di lato. Le etichette possono essere una sola o due. Non si usano etichette circolari né triangoli con la descrizione della merce, e l'etichettatura non può essere sostituita da un certificato dello speditore né dal nome commerciale della materia.
I pannelli arancio non si mettono sui colli: quelli riguardano il veicolo. E non è vero che i colli possano restare senza segni perché tanto è segnalato il veicolo.
Oltre all'etichetta serve il numero ONU della materia, lo stesso riportato sul documento di trasporto, preceduto dalle lettere "UN". L'iscrizione deve essere chiara e indelebile ed è eseguita sotto la responsabilità dello speditore. Non basta il peso netto, e il numero non può essere di tre cifre.
I recipienti per gas
Sui recipienti della classe 2 compaiono:
- il numero ONU preceduto da "UN" e la denominazione ufficiale di trasporto ADR del gas o della miscela, ad esempio "UN 1072 Ossigeno compresso";
- per i gas con rubrica n.a.s., il numero preceduto da "UN" e la denominazione tecnica del gas;
- per i gas liquefatti e per quelli caricati a peso, la massa massima di riempimento e la tara del recipiente, oppure la massa lorda.
Non bastano il solo volume o il nome commerciale, e il nome del destinatario non è un'iscrizione richiesta.
Imballaggi vuoti
Tutto dipende dalla bonifica, cioè dalla pulizia: