Le istruzioni scritte
Sono il documento che spiega i rischi del carico e cosa fare in caso d'incidente. Le caratteristiche da conoscere:
- sono un unico modello unificato, di quattro pagine, valido per tutte le merci pericolose;
- a bordo ce n'è una sola, qualunque sia il carico, purché nella lingua del conducente o in una lingua che capisce;
- le consegna il trasportatore, che prima della partenza si accerta che il conducente sappia applicarle;
- i membri dell'equipaggio le leggono prima di partire, non solo dopo un incidente;
- stanno in cabina, a portata di mano, per le telefonate di emergenza e per consegnarle ai soccorritori.
Non le fornisce lo speditore, il caricatore, il destinatario o un ente pubblico, e non si comprano in libreria. Non è vero che servano schede diverse per ogni materia o per cisterne e cassonati, né che basti quella della materia più pericolosa. Non devono essere obbligatoriamente in inglese o francese o nelle lingue dei Paesi attraversati, non si chiedono via fax, non sostituiscono la scheda di sicurezza e non riguardano solo i trasporti internazionali o le cisterne. Non accompagnano tutti i trasporti: nelle quantità limitate non sono obbligatorie.
Cosa contengono: tutte le etichette di pericolo ADR, il marchio di materia pericolosa per l'ambiente e quello di materia trasportata a caldo; l'indicazione di avvisare gli altri utenti, la Polizia e i Vigili del Fuoco; una sezione sugli interventi speciali e sugli equipaggiamenti da indossare; per le piccole perdite, l'uso di terra o sabbia per evitare che la materia finisca in fogne, tombini o corsi d'acqua. Non riportano la denominazione o il numero ONU della materia, il nome di un responsabile, itinerari o soste, il passaggio nei tunnel alpini, e non hanno una striscia rosa.